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LOANO: STORIA, TRADIZIONI E...

A cansun de Löa

             

STORIA DI LOANO

 

Loano si trova alla foce del torrente Nimbalto ed è conosciuta come località balneare e turistica. Si raggiunge con l’autostrada Genova- Ventimiglia (casello di Pietra Ligure), dall’Aeroporto di Villanova d’Albenga, con la linea ferroviaria (stazione in piazzale Marconi) e diverse linee di pullman. L’ottimo clima temperato e asciutto è assicurato dalla posizione nel golfo, al riparo dai venti di tramontana. L’abitato si sviluppa lungo la fascia costiera: alle spalle si stagliano i monti S.Pietrino, S.Pietro, Ravinet, Ciazze Lunghe, Monte Carmo; a monte sorgono giardini, ville e monumenti e i quartieri più moderni. In collina si arrocca la Frazione di Verzi. Il porto turistico ha ereditato la tradizione marinara, quando ancora le grandi navi a vela solcavano le onde del Mediterraneo e degli Oceani: quattro pontili e fondali da 2 a 4 metri per accogliere oltre 600 imbarcazioni con servizi acqua, telefono, carburante, manutenzione, luce e tv. Una struttura che costituisce un forte impulso per lo sviluppo della cittadina, tuttora oggetto di diversi progetti di consolidamento ed espansione. Magnifica la spiaggia che si distende a levante del molo foraneo, lunga oltre due chilometri è di natura sabbiosa mista a ghiaietta. Una barriera artificiale protegge flora e fauna marina: lo specchio di mare è tra i più suggestivi della Riviera con acque pulite e chiare nelle quali sono comuni triglie, saraghi, orate, polipi, calamari, gronghi, straccini e molte altre specie, anche di passaggio (è facile una gita all’Isola Gallinara). In autunno, al largo, capita di avvistare i simpatici delfini. A terra si percorre la splendida passeggiata della Madonna di Loreto fiancheggiata dalle palme. Prende il nome dall’omonima Chiesetta al di sotto del livello stradale. Il centro storico è ricco di storia e di edifici imponenti, spesso decorati da affreschi e fregi con botteghe dove si possono trovare prodotti tipici e manufatti artigianali. E non mancano i piccoli particolari da scoprire che rendono il percorso interessante e curioso (in piazza Massena, ad esempio, c’è una piccola fontanella). Verso Ponente, Ponte Romano (via Pontassi), la Parrocchia di S.Pio X (via Bergamo); nella zona centrale verso monte la Parrocchia di Santa Maria Immacolata dei padri Cappuccini (via Gazzi); sul Nimbalto la Loggetta del XVI secolo (viale Libia), in centro Palazzo Richeri e il suo portico (piazza Rocca). Loano è gemellata con la cittadina francese di Francheville (Lione).

La fondazione di Loano risale all’epoca romana (da vedere il mosaico in Comune), qualcuno vi attribusce la presenza della località di Pollupice. "Lodanum super podium" (Poggio di S.Damiano) era l’originario nome. Carlo Magno l’affidò ai Benedettini (775-1000), divenne feudo del Monastero di S.Pietro in Varatella. Subì le incursioni dei pirati. Il Vescovo di Albenga la pose sotto il proprio dominio (XII secolo). Fu acquistata da Oberto Doria (1263). Si alternarono fasi di espansione in collina per fuggire dai predoni e sulla costa destinanta a svilupparsi in seguito (1309). Nel 1342 sotto Genova, passò alla famiglia Doria (1477) e ai Fieschi (1505). Dopo la congiura (1547), il governatore di Milano la restituì ai Doria. I Genovesi, soprattutto con Gianandrea I, costruirono palazzi, fontane, mura e fortificazioni, favorirono il commercio e l’industria. Nacquero una zecca e una tipografia. Loano andò poi a Carlo Emanuele di Savoia (1737). Tra il 23 e 24 novembre del 1795, fu teatro della battaglia tra le truppe francesi dell’esercito repubblicano e gli austropiemontesi, come ricorda l’Arco del trionfo a Parigi, e seguì le sorti napoleoniche sino al 1813. Venne riportata nella Repubblica ligure e al Piemonte; nel 1870 fu sede della stazione ferroviaria sulla linea della Riviera.

MONUMENTI DI LOANO

La parrocchiale di San Giovanni Battista fu costruita da Andrea Doria (1633-1638) e si affaccia in piazza Italia, dominata dal verde e bianco. La pianta è decagonale sormontata da una cupola a spicchi (50 metri) antisismica. In cima la statua del Patrono. All’interno vanno ammirate numerose tele del ‘600. Nella prima Cappella di destra: "Santa Barbara" di L.Borzone (1642), "S.Sebastiano" di Orazio De Ferrari (1639), "Crocifissione" del Borzone. Dietro l’altar maggiore "Nascita del Battista" dell’Ansaldo (1625); nella Cappella di sinistra: "Madonna, S.Antonio Abate e Paolo Eremita" del De Ferrari, "Decollazione di S.Giovanni Battista" di Giovanni Domenico Cappellini. Poi "Caduta di Saulo" di Domenico Fiasella detto il "Sarzana" (1589-1669), "Madonna, S.Pietro e S.Giovanni Evangelista" del De Ferrari (1638), "Bacio di Giuda" di ignoto (XVII secolo), "S.Francesco Saverio battezza gli Indiani" del Badaracco. Qualche passo e si arriva all’Oratorio di NS del SS Rosario o delle Cappe Turchine (1661) che custodisce alcuni preziosi Crocifissi processionali (Cristo nero), una scultura lignea dell’artista Olivari dedicato alla "Visitazione della Vergine" e organo. Verso il mare (via Boragine), sorge invece l’Oratorio delle Cappe Bianche (sui resti della Chiesa delle Benedettine di S.Giovanni). Fu restaurato nel 1769 e anch’esso conserva Crocifissi sontuosi, arricchiti da preziose decorazioni. La Chiesa e il Convento di S.Agostino (via Pasubio) risalgono al XVI secolo. Furono fondati da Giovanni Andrea Doria e Zenobia dei marchesi Del Carretto. Tre le navate distinte da colonne in pietra di Finale. Spiccano il "Presepio" e "Assunzione" di Benedetto Brandimarte (1590, abside), "Martirio di S.Andrea" di G.B.Paggi (1544-1627), "Battesimo di Gesù" del Semino (1590) e alcune statue di M.Sparzo (intorno al XVII secolo). Accanto il Chiostro. Sul Monte Carmelo sorge un magnifico Santuario edificato tra il 1603 e il 1608 dall’architetto Rembado e affidato ai Carmelitani. Il disegno era stato definito dal Ponzello per Andrea Doria II e la moglie Giovanna Colonna. La pianta è a croce latina con cupola ottagonale, 5 altari corinzi con gli stemmi delle nobili famiglie. Conserva "S.Giovanni Battista" e "S.Andrea" di Domenico Crespi (1560-1636), "S.Carlo" di Francesco Vanni (1563-1619), "S.Francesco stigmatizzato" del Paggi, "Crocifisso" di G.B.Lomi. Sotto il presbiterio le "Tombe dei Doria", sepolti fino al 1793. Nei pressi il Convento e il Chiostro in pietra di Verezzi, una Torre e un’incantevole vista sul mare. Anteriore al XIII secolo, sorge verso la circonvallazione il Borgo medioevale dominato dall’imponente Castello dei Vescovi di Albenga (1289), poi dei Doria (ampliato nel 1602 da Giovanni Andrea I), fino al 1670 fu sede della Zecca. Circondato dalla vegetazione e dotato di una loggia sul mare, è accessibile solo attraverso un ponte levatoio. All’interno pitture genovesi del XVII secolo. Per superare il Torrente Nimbalto, si può percorrere il Ponte di S.Sebastiano costruito in pietra (XVII secolo) su resti romani. Da qui si raggiunge via Libia e la Loggia cinquecentesca a nord delle mura loanesi. Svoltando in via Isnardi, si arriva in piazza Italia che offre, tra le palme, il cinquecentesco Palazzo Comunale (già dei Doria) attribuibile al Ponzello con portale in pietra nera (XVI secolo), loggette, affreschi e una Torre pentagonale merlata (1608, ospita una sala congressi): tra le due costruzioni, la Fontana Giovanna (1609, un tempo sulla via per il Borgo) di G.B.Cantone per Giovanna Colonna. Il Palazzo Comunale è caratterizzato da balconi e logge sulle facciate principali e i lati, da ambienti interni vasti e scaloni. Al primo piano è sistemato grande mosaico romano ritrovato nel 1912 nei "carruggetti orbi", a una cinquantina di metri dal mare, e recuperato nel 1937. Il mosaico è in bianco e nero con motivi a grandi rosoni a quattro foglie ovali e descritti da una treccia che si dipana in linee ondeggianti su tutto il pavimento, attribuibili per lo più al II secolo. Spiccano decorazioni geometriche, oggetti, vegetali, animali (come negli ovali) che, per la semplicità, si discostano dalla tradizione ellenistica. Foglie di vite o platano in ramoscelli, edera, melograno e forse acanto. Non mancano raffigurazioni di vasi (a reticolato tipici del III secolo) con anfore e brocche, coppe dall’alto piede e una specie di dardo simbolico. C’è poi il delfino (solo e con il tridente) insieme ad ancora e timone. Infine vanno osservati i numerosi motivi "guerreschi": dal trofeo con armi delle amazzoni (tipo scure su aste incrociate e scudo decorato da croce uncinata o da cerchietti bianchi) allo scudo romboidale con frecce, dai simboli marinari (con insegna presso navi e legioni romane) al fulmine di Giove alle peltae stilizzate. Nei quadrati tra i rosoni si alternano un cerchio e un quadrato (spiccano sette esagoni con croci S.Andrea). Più avanti verso il mare, piazza Palestro con il Palazzo del Comandante (1606) di Arnolfini, segretario di Andrea Doria II. Sede del Commissario del Principe e del Tribunale, conserva notevoli affreschi. Giunti in via Doria, prendendo e percorrendo via Cavour si incontra la Porta dell’Orologio o di Passorino (1774) dedicata a Vittorio Amedeo III, con l’antica Campana del soccorso. Oltre la casa dove nacque Rosa Raimondi (1776), madre di Giuseppe Garibaldi.

SPORT E OUTDOOR

Cittadina di mare, Loano offre la possibilità di svolgere attività all’aria aperta di ogni genere. I bambini troveranno divertente impegnarsi nei giochi installati nei giardini di Parco Grossi (via Manzoni) e Rocca (via delle Caselle) oppure scorrazzare sul lungomare punteggiato di panchine per il meritato riposo. La spiaggia si anima di sportivi che si dedicano a immersioni, windsurf, vela e nuoto (possibilità di corsi) e che si riuniscono per giocare a beach volley.Gli appassionati di forma fisica possono concentrarsi piacevolmente sullo spinning o l’aerobica in riva al mare. A "terra", Loano presenta diversi impianti sportivi, primo fra tutti il complesso del Palazzetto dello Sport con campo da basket (Pallacanestro Loano in C femminile) e pallavolo (Loano Toirano in C femminile), piscina coperta (aperta dal lunedì al venerdì orario 12,30-14,30/18,30-21,00; al sabato orario 10,00-11,00/16,30-20,00 e domenica 10,00-11,30/15,00-19,00) e olimpionica scoperta. Si aggiungano campi da tennis, da bocce, da calcio (Stadio comunale "G.Ellena" con la Loanese S.Francesco in Eccellenza), due percorsi minigolf, pista di pattinaggio.

GASTRONOMIA E TRADIZIONI

Anche a Loano la tradizione del mercato è consolidata. Rappresenta un’occasione di incontro per gli abitanti che ne approfittano per fare la spesa e per "fare due parole" con i conoscenti. Il mercato settimanale si svolge al venerdì: i banchetti riempiono piazza Vallerga e si sistemano lungo tutta via delle Caselle. Vi si possono trovare specialità gastronomiche, prodotti per la casa, abbigliamento, giochi, pelletteria, alimentari. Per le commissioni di tutti i giorni è aperto tutti i giorni (escluso festivi) il mercato ortofrutticolo con primizie e prodotti freschi. E’ situato all’incrocio tra la via Aurelia e via Gazzi, nell’orario 8,00-13,00. Loano offre moltissime "specialità del luogo", tipiche della cucina ligure: sughi e zuppe di pesce, bianchetti fatti all’olio-limone-pepe o nelle frittelle, gamberi, "muscoli", orate e mille altre specie di pesce, fritture miste, minestrone di fettuccine oppure lasagne al pesto (aglio, basilico, pinoli e olio d’oliva). E poi ancora i pansotti all’erbette e ricotta, la torta di carciofi e di zucca, la torta pasqualina (impasto con boragini, erbette, uovo "duro", cipolla coperto da una sfoglia dorata), le verdure ripiene, lumache in zemin. A tavola è d’obbligo gustare i sapori dei vini della zona: vermentino, passito, malvasia. Non possono mancare i dolci: le golose "biscette" (bastoncini con farina, nocciole, zucchero), i "baci" al cioccolato, il "pane del pescatore" o i "sorrisi di Loano" (trionfo di nocciole e cioccolato). La seconda domenica di luglio si tiene poi la sagra gastronomica del "Crostolo", prelibato dolce tipico.

 

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